Apr
15
Posted on 15-04-2010
Filed Under (Riflessioni) by stregatta

E’ curioso come a volte le cose sbagliate mi sembrano quelle giuste e viceversa.

Probabilmente il mio cervello va al contrario, perché mi capita spesso che per me la scelta sbagliata sia quella di cui ho bisogno. Così come quella giusta, puntualmente da me perseguita con ligia razionalità, di solito mi distrugge.

Il mio istinto è difficile da seguire viste le strade bizzarre su cui passeggia, quindi solitamente di fronte ad un bivio seguo la ragione.

Però alla fine mi sento come quando, dopo aver comprato un elegante tubino nero da sfruttare in ogni occasione, si ripensa ossessivamente a quel vestito rosso di seta, eccessivamente scollato e costoso che forse, sarebbe rimasto appeso nell’armadio, ma che ogni mattina avrebbe strappato un sorriso di soddisfazione.

Ecco, io in questo momento ho il tubino nero, ma vorrei indossare il vestito rosso. Avrei voluto avere il coraggio di fare la scelta sbagliata.

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Apr
11
Posted on 11-04-2010
Filed Under (Liste inutili) by stregatta

Ok, forse ci sono.

Mi sono stufata di parlare di me (era ora, direte voi). A questo punto bisogna trovare un altro argomento per questo blog: il tempo? Il colore  moda dell’estate? La meta dell’anno? Le scarpe? La cucina? La fame nel mondo? I blogger? Dai, fate qualcosa anche voi. Proponete un argomento di conversazione!

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Mar
29
Posted on 29-03-2010
Filed Under (Fatti miei) by stregatta

Locandina Dragon Trainer

Per chi ancora non lo sapesse, stasera, in collaborazione con la Universal Pictures, le Girl Geek Dinners Roma propongono stasera a tutti gli amanti della tecnologia e del cinema un approfondimento sul 3D.

Se siete reduci dalla visione di Avatar o Alice in Wonderland, certamente sapete di cosa stiamo parlando. Questa occasione, consentirà di conoscere meglio le fasi di realizzazione di un film e addentrarsi alla scoperta di questa tecnologia ormai in piena espansione.

Così in occasione dell’uscita mondiale di Dragon Trainer, Universal ospiterà noi GGD Roma e 40 nostri fortunati ospiti per un incontro dedicato al mondo del 3D.

Ecco come si svolgerà l’evento:

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Mar
29
Posted on 29-03-2010
Filed Under (Fatti miei) by stregatta

Questo doveva essere un altro post. Magari lo scriverò domani, magari non lo scriverò mai. E’ successo, quello che ultimamente accade spesso: apro il blog, mi preparo a scrivere e poi succede qualcosa.

E non importa che sia mezzanotte e io mi metta di impegno.

Una telefonata, il campanello, il cane che abbaia ed io non scrivo più.
Un ripensamento, uno scrupolo, il pensare di perder tempo ed io non scrivo più.
I piatti da lavare, la spesa da fare, la cena da cucinare ed io non scrivo più.
Il lavoro in ufficio, il lavoro a casa, le mail ed io non scrivo più.

Per scrivere ho bisogno di essere sola. E questo in passato accadeva molto più spesso di quanto non mi capiti oggi. Ovviamente la cosa non mi dispiace, ma per scrivere ho bisogno di essere concentrata e non ci riesco se qualcuno mi chiede cosa sto facendo o cosa sto scrivendo. Per scrivere ho bisogno della mia intimità: aveva ragione Virginia Woolf a pretendere una stanza tutta per sè.

E così non scrivo più.

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Mar
22
Posted on 22-03-2010
Filed Under (Fatti miei) by stregatta

Che c’è?

Prima di tutto mi mancano le passeggiate: lasciarsi trascinare tra le vie e i parchi senza meta, senza obiettivi tranne la scoperta. Avere il tempo di scegliere una panchina preferita, di osservare un fiore o un ramo nuovo, contare i riflessi sulla superficie di un laghetto o i gatti alle finestre. Guardare i palazzi, la gente che passa, un gruppo di anziani che discutono al bar, scovare nuovi negozi o posti che erano lì da una vita, ma tu scopri per la prima volta, semplicemente cambiando marciapiede.

Prima di tutto mi manca essere libera: prendere un impegno, non controllando l’agenda per vedere dove infilarlo. Non dover rimandare mai le uscite con le amiche di mese in mese. Andare dal dentista o dal medico, senza rinviare per 6 mesi o un anno. Anche se soprattutto mi manca non averne, di impegni. Svegliarsi la mattina non con il terrore di quello che c’è da fare con il tempo scandito dall’agenda, ma con la consapevolezza di possedere completamente un giorno della tua vita e il tempo che ne deriva.

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Mar
15
Posted on 15-03-2010
Filed Under (Fatti miei) by stregatta

Avere il coraggio di diventare chi si vuole essere, non è una cosa semplice.

Certo potrei sopportare la fatica, il lavoro, i sacrifici. Potrei sopportare i fallimenti, le critiche e gli ostacoli. Potrei persino sopportare di farcela. Ma non credo che riuscirei a sopportare una delusione. Non credo che riuscirei a sopportare lo sguardo deluso di un genitore o di un amico. Non credo riuscirei a sopportare di guardarmi allo specchio ogni mattina e sentirmi delusa dalle mie scelte.

D’altra parte rimanere quello che si è, solitamente è la scelta più comoda. Solo che convivere con una persona ormai estranea è totalmente innaturale. Vivere una vita che sembra quella di qualcun altro è un paradosso. Mi sento cambiare ogni giorno. Sto diventando un’altra persona e non ci posso fare nulla. Costringermi a rimanere dove sono è come opporsi ad un fiume con una diga di fogli di carta.

Cambiare, l’ho imparato a mie spese, comporta un sacrificio che non è quantificabile. Nel senso che la perdita ci sarà, ma l’entità non è conosciuta. Potresti perdere gli amici, il lavoro, te stessa o tutto. E il risultato oltretutto non è certo, gli ostacoli all’orizzonte si possono solo immaginare.

Così la maggior parte delle volte rimango immobile per paura di lasciarmi andare e non riuscire a riprendermi. Chissà però per quanto ancora riuscirò ad oppormi. Chissà se sacrificherò quello che sono, per diventare quello che potrei essere.
Non è che a qualcuno avanza un po’ di coraggio?

The important thing is this: To be able at any moment to sacrifice what we are for what we could become.

Charles DuBois

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Feb
18
Posted on 18-02-2010
Filed Under (Fatti miei) by stregatta

Qualche settimana fa era una di quelle giornate: esci tardi, e tornando a casa, non hai voglia di pensare a niente. Quelle sere in cui esci dall’ufficio priva di forze, in cui anche il più piccolo sforzo mentale ti causa sofferenza e sostenere anche la più banale delle conversazioni ti porterebbe alle lacrime. Sono giornate orrende, in cui diventi ipersensibile, quasi sensitivo.

In una di queste giornate ho incontrato Moham. Me lo sentivo, appena mi sono seduta su uno di quei sedili arancioni in fondo: come un bersaglio in attesa di essere colpito. Ed eccolo, un paio di fermate più in là.

Sale su un tram vuoto e si siede al posto accanto al mio. E’ provato che chi sale su un mezzo pubblico tende a mettersi nel posto più lontano dagli altri. Un po’ come sedersi su una panchina dove è già seduto qualcun altro: ti metti dalla parte opposta alla sua. E’ istintivo, è un estraneo.

Lui no, mi è addosso. A contatto. Mi dice ciao.

E io penso che non ce la posso fare.

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