Per tutti quelli che, leggendo questo blog, si sono chiesti com’è il lavoro del consulente.
Per tutti quelli che sono consulenti e quei pochi che ancora li invidiano.
Per tutti quelli che ti dicono che sei fortunato e forse lo sei davvero, ma non ti ci senti tanto.
Per tutti quelli che alle 18:00 di sera non sanno in quale città saranno il giorno dopo.
Come molti sanno mi sono spesso cimentata nelle campagne BuzzParadise, proprio perchè interessanti e ben organizzate. Questa volta propongono una campagna dedicata al cruccio di ogni casalinga (disperata o meno che sia): il bucato.
Quante volte vi è capitato di fare la lavatrice, di dover stendere il bucato e rassegnarvi all’idea perchè il nubifragio imperversa sul vostro stendino? Spiacevole, senz’altro. E anche coprendo il bucato la cosa non si risolve, visto che l’umidità spesso impregna i capi, conferendogli quella sottile aroma di cane bagnato che a naso non fa proprio prato di primavera.
E ringraziate che è una settimana che faccio le nove in ufficio con picchi di nottate e week end. Perchè di cose da dire e da scrivere sulla questione Travaglio, Schifani, Castelli, d’Avanzo, Rai, ne avrei davvero parecchie.
Tanto su internet non ci denuncia nessuno. Basta non andare in televisione.
Come precedentemente annunciato, grazie all’ennesima campagna di buzzmarketing dedicata ai blogger, in cui sempre più spesso mi trovo coinvolta (devo dire, piacevolmente) mi ritrovo a scoprire quello che da tempo era una mia curiosità nascosta: il mondo FON. Molto tempo fa lessi un post di Andrea che ne parlava, Luca Conti più volte ne ha discusso sul suo blog e la mia curiosità è cresciuta nel tempo fino a non permettermi di farmi sfuggire l’occasione di provare la mitica fonera.
L’installazione è veramente semplice e richiede pochi passi. La configurazione per un neofito magari è un po’ più complicata, ma non è molto diversa da un qualsiasi router wi-fi, cosa di cui ormai dovremmo essere abbastanza esperti.
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Ci siamo.
E’ il 24 dicembre, ci si prepara alle feste natalizie, ai corpulenti pasti celebrativi ed allo stress di parenti, amici e regali. Tutti tranne il consulente informatico, perennemente impegnato nelle sue attivit� lavorative, ad un passo dalla scadenza di fine anno, assolutamente ignifugo al crepitio dello spirito natalizio. E d’altra parte ha poco da rallegrarsi visto che probabilmente è in ufficio alla vigilia di Natale e anche il 31 ci sono buone possibilit� di rimanere dietro lo schermo di un portatile, sbocconcellando un pezzo di torrone in ufficio.
Sospira, ricordando che a met� novembre era arrivata nella sua casella di posta una mail dell’ufficio dove comunicavano la chiusura natalizia dell’azienda, tranne ovviamente per coloro impegnati in attivit� fatturabili da clienti: ovvero - bravi proprio loro - i consulenti informatici. Ai primi di Dicembre cominciano ad arrivare dai project manager le richieste di piani ferie per le festivit� , con un gioco di incastri che nemmeno un puzzle della giungla tropicale. Salvo poi vedersele annullare per attivit� a sorpresa e “pacchi” di Natale anticipati che funesteranno ulteriormente l’umore gi� poco natalizio del povero consulente. E poi il meeting di Natale, con tanto di cena a spese dell’azienda che pagherete però con la composta noia dovuta alla presentazione di 4 ore dell’amministratore delegato. Noia che verso la fine del power point si trasformer� in istinto omicida dovuto al calo glicemico ed alla fame devastante.
Ogni categoria professionale ha una propria “divisa” che la contraddistingue dalle altre. Al di l� delle più riconoscibili come quelle delle forze dell’ordine, dei medici, delle crocerossine, delle suore e dei preti (sì, li considero una categoria professionale: intermediari evangelici stipendiati) ce ne sono molte altre facilmente individuabili. Spesso basta guardare l’abbigliamento delle persone per determinare la loro professione.
I consulenti informatici non esulano da questo principio, anche se è necessario identificare le principali macrocategorie, utili a definire la mappa comportamentale di questa specie. Ecco quindi alcune linee guida per definire le varie tipologie secondo lo stile di abbigliamento:
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Andando via da casa e dovendo gestire autonomamente le spese domestiche ci si rende presto conto di quanto queste possano influire nel bilancio familiare. Le prime in ordine di importo sono sicuramente le bollette e l’affitto, ma subito dopo la voce più consistente è rappresentata dalla spesa settimanale.
I grandi ipermercati, sono fatti per spendere. Una volta entrata non riesco ad uscire da un Auchan, una GS o una Conad senza aver speso almeno 100€. Complici i finti sconti, il 3×2 e i prezzi, in generale non così bassi. Poi c’è l’ampia offerta, per cui se dovevi comprare il pane e il latte non si sa perchè, ti ritrovi nel carrello la salsa per i tacos, l’ultimo preparato dietetico, un paio di pantofole orrende e molte altre cose che sono praticamente saltate da sole nel carrello. Una volta sono tornata a casa con un unicorno rosa gigante.
Visto che combattere questa mia frenesia all’acquisto si è rivelato infruttuoso, ho deciso di limitare i danni frequentando i discount. Se proprio devo comprare quantità indecorose di roba, almeno costi poco!
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