Lo famo strano…Il matrimonio almeno. Detto, fatto.
Marco e Dana, si sono sposati questo week-end con tanto di pioggia, vestito bianco-rosso e kilt. Eroici ed alternativi. Di certo non ci siamo annoiati.
La mattinata è cominciata con la sveglia all’alba per la sottoscritta dopo una settimana devastante. Ma la cerimonia era alle 9:30 e non si poteva tardare. Ci sono comunque riuscita, visto che pur arrivando un ora prima sono riuscita a toppare in pieno la chiesa, per poi farmela di corsa sotto la pioggia ed in mezzo ai prati di Terme di Caracalla con i sandali. Vi lascio immaginare il risultato…Fango ovunque. Certo il fatto che alle 9:15 il portone della chiesa fosse ancora chiuso qualche sospetto doveva farmelo venire, ma il riso per terra all’entrata, gli stendardi comunali e la scarsa lucidità mi hanno ingannato.
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Nel caso ancora non vi foste congratulati con questo splendore…Fatelo.
Blimunda è diventata mamma, e noi ci sentiamo ovviamente tutte zie.
Ogni categoria professionale ha una propria “divisa” che la contraddistingue dalle altre. Al di l� delle più riconoscibili come quelle delle forze dell’ordine, dei medici, delle crocerossine, delle suore e dei preti (sì, li considero una categoria professionale: intermediari evangelici stipendiati) ce ne sono molte altre facilmente individuabili. Spesso basta guardare l’abbigliamento delle persone per determinare la loro professione.
I consulenti informatici non esulano da questo principio, anche se è necessario identificare le principali macrocategorie, utili a definire la mappa comportamentale di questa specie. Ecco quindi alcune linee guida per definire le varie tipologie secondo lo stile di abbigliamento:
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Un parto importante quello della famiglia Elkann, sottolineato da un nome piuttosto insolito, anzi diciamo inconsueto, no anzi assurdo.
Voglio dire, di chiamare il proprio figlio Oceano, non verrebbe in mente nemmeno ad un attivista di greenpeace o ad un pescatore eschimese. Questa bramosia di avere un nome unico spinge i genitori verso lidi che farebbero bene a rimanere inesplorati. E sto pensando ad Apple Paltrow, Lourdes Maria Ciccone & Co.
E dire che i precedenti Elkann erano già stati sufficientemente fantasiosi: il primogenito si chiama infatti Leone. Ma invece di continuare con lo zoo, hanno deciso di passare alla geografia. Mi permetto di dare quindi qualche suggerimento per i prossimi pargoli: Dolomite? Appenino? Deserto?
La storia di Kate Walsh dovrebbe essere normale. Dovrebbe esserlo in un mondo in cui se hai il talento hai automaticamente anche il resto. Ma in questo mondo funziona che se hai talento forse ce la fai o forse no. E se non lo hai, poco male, sempre che tu abbia soldi o potere sotto le chiappe.
Succede nella musica, dove le etichette discografiche escludono la gente come Kate, nel mondo della moda, dove un brand con un grande successo di pubblico fatica a farsi conoscere, o nell’editoria, dove un autore viene pubblicato solo con determinate garanzie. Internet sta cambiando tutto questo. Alla faccia delle etichette discografiche che spendono miliardi in promozione e cd, mentre Kate registra nello scantinato del suo amico Tim e produce i suoi cd con pochi pounds, scalando le classifiche inglesi. Affogatevi di bile!
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Cari proprietari romani,
vi prego illuminatemi con i vostri fari allo xenon, circa la vostra necessità di possedere uno dei cosidetti SUV. Sono disposta al dialogo, davvero. La maggior parte di voi abita in pieno centro cittadino, dove le strade sono asfaltate e il 4X4 è decisamente sopravvalutato. Nel caso non lo sappiate “Un luogo comune abbastanza diffuso, ma totalmente errato, vuole che i SUV dispongano della stessa mobilità dei Fuoristrada sui terreni sconnessi, accidentati o nei guadi. Tutto ciò è vero solo in parte, in quanto molti SUV, una volta testati da molti esperti di riviste automobilistiche e programmi televisivi del settore, hanno dimostrato scarsissime doti da “Fuoristrada”, finendo in alcuni casi in situazioni molto “imbarazzanti”". Insomma al massimo il vostro Porsche Cayenne si sarà arrampicato su qualche marciapiede in divieto di sosta o avrà scalato qualche dosso nel parcheggio del centro commerciale. Di certo non potrete affrontare percorsi sterrati o sentieri di montagna per portare aiuti alle popolazioni rurali cilene. Tanto meno credo abbiate 7 figli da caricare sui vostri bestioni a 4 ruote che di solito servono solo ad alimentare la vostra autostima e l’inquinamento cittadino per il quale io rimango domeniche e giovedì a piedi.
Di stamani la notizia, in prima pagina, sul quotidiano Repubblica: la moglie di Berlusconi, tale Veronica Lario, insorge e difende pubblicamente la sua dignità di donna, scrivendo una lettera al giornale.
La telenovela continua: Silvio risponde a Veronica e si scusa pubblicamente, sullo stesso quotidiano. L’Italia rimane con il fiato sospeso mentre procede il fiorente scambio epistolare tra i due sposini.
Sicuramente un evento appassionante, sono d’accordo. Ancora più coinvolgente per la parte femminile dell’opinione pubblica, che plaude alla presa di posizione della signora Veronica contro il marito, dopo anni di forzato silenzio. Difendere la propria dignità di moglie e donna è stato sicuramente un atto di coraggio in un caso del genere, specialmente per una donna che debba continuamente subire umiliazioni di questo tipo. Evviva la signora Veronica!
Però…
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