Domani vado dal dentista.
Da piccola ho passato moltissimo tempo dal dentista, per anni ci andavo praticamente ogni settimana, per cui sono abituata a non averne paura, anzi a 13 anni avrei potuto prendere una laurea in odontoiatria.
Tanti anni però sono passati dall’ultima anestesia e diciamo che mi sono forse un po’ arrugginita, perchè quando all’ultima visita mi ha comunicato che mi farà un piccolo “interventino” un brivido mi ha percorso improvvisamente la schiena mentre ancora sbavavo sulla sua poltrona con un faro sparato in faccia.
Io: “intenvenscino?” (avevo ancora il tubicino risucchia-saliva in bocca, che pretendete?)
dentista: “massì, una stupidaggine”
Io: “cioè?” (nel frattempo abbiamo eliminato il folletto aspira-bava)
dentista: “ma nulla, ti faccio un paio di anestesie, ti taglio un pezzo di palato, te lo cucio da un’altra parte con un paio di punti e ho fatto”
Io: …
….
(riprenditi, cazzo riprenditi)
….
(sorrido)
…..
Certo, un interventino! (ghigno che tenta di essere un sorriso)
Ecco, l’”interventino” è domani e io sono un po’ terrorizzata.
Ma poco eh…
…Al punto che viene mia madre a tenermi la mano.
Orgogliosa di:
-non essere una taglia 38.
-essere bruna naturale non mechata.
-essere donna, a volte stronza come un uomo e a volte fragile come una bambina.
-piangere davanti ai cartoni animati.
-non essere mai stata ad Ibiza.
-essere più vicina ai 30 anni che ai 20.
-prendere gli autobus invece della macchina.
-preferire un libro ad una serata in discoteca.
-saper cucinare i muffins ed allo stesso tempo accendere il computer.
-non essere ancora laureata, per aver cominciato a lavorare a 18 anni.
-essere in affitto a buttare i soldi che però sono tutti miei.
-non fumare, non bere caffè e alcool solo perchè lo fanno gli altri.
-dire sempre tutto, anche se troppo.
-fare casini, prendendosi sempre le proprie responsabilità.
-di essere stata tra i primi in Italia ad avere un blog.
-non essere vegetariana.
-non essere una blogstar.
-parlare indifferentemente di politica, scarpe, figli, lavoro, ricette di cucina, nuove tecnologie e libri.
-aver scritto questo post, anche se è solo fuffa.
Scopri che alcune cose sono veramente importanti quando non le hai più:
Quando non puoi dire buongiorno su msn a 20 persone in contemporanea.
Quando non puoi andare a cercare dentro ad un forum la soluzione al tuo problema.
Quando non puoi chiedere un consiglio al tuo collega di Milano, o a quello in trasferta a Parigi o semplicemente dall’altra parte della città.
Quando non puoi controllare a che ora chiude il supermercato sotto casa.
Quando non puoi entrare nel sito della tua azienda.
Insomma in ufficio hanno bloccato internet…E mi manca. Bastardi!
Viviamo in un mondo veloce. Lo so.
Avanti veloce, indietro non si torna, tanto meno ci si ferma.
Sembra un videoregistratore inceppato che scorre le immagini veloci, in avanti: il risultato è che non ci capisci nulla, diventa tutto sfocato, ti gira la testa, ti viene la nausea. Arrivi alla fine del film e ti chiedi cos’è che hai visto.
Di corsa, con il batticuore. Almeno per me è così.
Lo è sempre stato a dir la verità, ho sempre avuto fretta, per paura di rimanere indietro.
Un tempo mi piaceva, ora un po’ mi pesa. Non per tutto, sono una persona curiosa, mi è sempre piaciuto correre, sentirmi impegnata in qualcosa…Mi pesa per le piccole cose che sfuggono veloci, ancora prima di emozionarsi, di poterle metabolizzare, apprezzarle o magari odiarle. Arrivano emozioni superficiali perché non si ha il tempo di viverne una vera. Si perderebbe troppo tempo.
E adesso che molte cose le ho fatte, moltissime altre sono da fare, sono tentata di premere STOP.
Per fare bilanci, per riflettere su me, per cambiare idea sul futuro, anche solo per riposare un po’. Godermi una cioccolata calda senza darmi una scadenza sull’orologio più vicino, pensare al giorno dopo come un’incognita e non come ad una gara di Triathlon, fare una colazione che non mi veda camminare nel frattempo, coccolare Cloud per ore e non solo dargli un buffetto prima di uscire di casa, leggere un libro a letto e finirlo.
Non sono mai stata per l’ozio, non potrei viverci. Però la vita mi piacerebbe assaporarla di più, fermarmi a sentirne l’aroma, conoscere veramente le persone che ho intorno, avere il tempo di ascoltarle e scoprirle, avere il tempo di capire cosa ne penso io. Avere il tempo di stare sola con me stessa, fare una passeggiata, avere il tempo di andare in biblioteca a scegliere un libro, di fare un giro in autobus, solo per vedere dove arriva, avere il tempo di stare su una panchina nel parco ad osservare.
Si può vivere di fretta, lo fanno tutti: vanno avanti veloci. E’ che mi chiedo, quando è successo che dal play siamo passati al fast forward?
Certo si può fare.
Si può fare una torta in 10 minuti con l’impasto pronto ed il forno al microonde. Solo che io in questo momento preferisco una pastiera che ci mette un’intera giornata ad essere pronta.
E credetemi, il sapore, cambia parecchio.
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