Come molte blogger, sono stata invitata a partecipare alla campagna Oral B, promossa dall’azienda PromoDigital per testare il nuovo spazzolino elettrico della casa, ovvero L’Oral B Professional Care 8500.
Ero piuttosto incuriosita dalla prova visto che non ho mai utilizzato uno spazzolino elettrico e mi chiedevo come avrei reagito alla novità. Spacchettando la confezione ho avuto qualche momento di panico, visto il numero di pezzi nella confezione, abbastanza inusuale per una abituata a comprare uno spazzolino da 3 euro scartarlo e usarlo.
All’interno si trova un ampio assortimento di accessori, roba da far venire un travaso di bile al mio inconsapevole dentista. Io che mi ponevo il problema di litigarmi il super-spazzolino con la dolce metà ho tirato un sospiro di sollievo vedendo ben 4 diverse testine: 2 per la normale pulizia, una per le dentature e gengive sensibili ed una sbiancante. Fin lì ci sono arrivata da sola, quando però sono spuntate altre due testine di strana natura ho afferrato di corsa il manuale di istruzioni (molto sintetico e semplice, come sempre dovrebbe essere) per svelare il mistero.
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Ci sono notizie che possono rendere drammatica una giornata.
Notizie così incredibili che non puoi pensare altro che ad un equivoco, uno sbaglio, un errore.
Episodi che la tua mente registra, ma a cui a fine giornata il tuo cuore ancora non vuole credere.
Ci sono cose che non dovrebbero succedere e quando accadono, soprattutto se inaspettate, sconvolgono il tuo mondo.
Ci sono persone che davi per scontate ed invece non rivedrai.
Ci sono eventi che demoliscono la tua scala di priorità e ti costringono a calpestare quello che credevi importante e a scoprire quello che veramente lo è.
E’ come se la morte ti rimettesse al tuo posto con il dolore, dicendoti ogni giorno ti è concesso, sfruttalo.
Quest’anno non poteva cominciare in un modo peggiore.
Non mi ritengo una persona particolarmente sfortunata.
Non ho mai subito gravi e drammatici episodi nella mia esistenza, ho solo preso qualche ceffone dalla vita come tutti. Credo di essere invece molto fortunata sotto diversi aspetti e di avere raggiunto molti obiettivi in quasi ogni campo, da quello professionale a quello personale.
So di dover essere felice anche solo per gratitudine verso quello che ho. So che mi dovrei sentire tranquilla perchè ho un lavoro, delle persone che mi vogliono bene, una casa ed una buona salute. So che dovrei sorridere ogni minuto per ognuna di queste cose. So che non ho veri motivi di avere paura ogni ora, per ogni cosa, perchè non vivo in un campo minato o sotto le bombe di qualche guerra.
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Oggi parlavo con un’amica della possibilità per lei di andare a vivere da sola con il suo compagno.
Improvvisamente in lei ho rivisto me qualche tempo fa. Me lo ricordo bene: in preda a crisi isteriche per una decisione così complicata e difficile, con il terrore di dover affrontare una convivenza, la responsabilità di un affitto, di una casa, di una vita completamente indipendente. L’incertezza nell’affrontare la reazione dei genitori al distacco, ma soprattutto temere la nostra nel dover lasciare il mondo che abbiamo sempre conosciuto.
E allora arrivano le scuse, si trovano milioni di motivi validi per non compiere nessun passo, gli alibi più assurdi e la convinzione che bisogna aspettare. La mia amica, mi diceva che prima o poi tanto sarebbe successo, era solo questione di tempo. E aveva assolutamente ragione.
Adesso i ruoli si sono invertiti.
La paura arriva anche dopo, insieme alle difficoltà e alla stanchezza che per fortuna si mescola con l’entusiasmo.
E poi dopo qualche mese, quando gli scatoloni si esauriscono e sembra di potercela fare, succede.
Si è felici.
In bocca al lupo amica mia.
La canzoncina dell’inadeguata
(Lella Costa - Alice, una meraviglia di paese)
O troppo alta, o troppo bassa
Le dici magra, si sente grassa
Son tutte bionde, lei e’ corvina
Vanno le brune, diventa albina
Troppo educata, piaccion volgari
Troppo scosciata per le comari
Sei troppo colta preparata
Intelligente, qualificata
Il maschio e’ fragile, non lo umiliare
Se sei piu’ brava non lo ostentare
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E’ stato un Natale interessante e molto atteso, sempre troppo veloce. Un capodanno anomalo, ma non per questo meno bello.
Le feste non mi fanno mai un bell’effetto e il 6 gennaio mi ritrovo con una malinconia che pesa come un macigno. L’incombente rientro in ufficio mi terrorizza. Anzi no, mi deprime. Le facce non saranno certo delle più allegre e per di più ci sarà una scrivania vuota, una delle più importanti per me.
Sto cercando di tenere i pezzi. Non posso permettermi di stare male ora, di nuovo.
Anche le persone a me più vicine, sono crollate una dopo l’altra a seguito delle novità di questo 2009 e stanno cercando di rimediare. Resisto per loro.
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