Feb
18
Posted on 18-02-2010
Filed Under (Fatti miei) by stregatta

Qualche settimana fa era una di quelle giornate: esci tardi, e tornando a casa, non hai voglia di pensare a niente. Quelle sere in cui esci dall’ufficio priva di forze, in cui anche il più piccolo sforzo mentale ti causa sofferenza e sostenere anche la più banale delle conversazioni ti porterebbe alle lacrime. Sono giornate orrende, in cui diventi ipersensibile, quasi sensitivo.

In una di queste giornate ho incontrato Moham. Me lo sentivo, appena mi sono seduta su uno di quei sedili arancioni in fondo: come un bersaglio in attesa di essere colpito. Ed eccolo, un paio di fermate più in là.

Sale su un tram vuoto e si siede al posto accanto al mio. E’ provato che chi sale su un mezzo pubblico tende a mettersi nel posto più lontano dagli altri. Un po’ come sedersi su una panchina dove è già seduto qualcun altro: ti metti dalla parte opposta alla sua. E’ istintivo, è un estraneo.

Lui no, mi è addosso. A contatto. Mi dice ciao.

E io penso che non ce la posso fare.


Parla del tempo. Non fa così freddo da dove viene lui.

E io penso che odora di fritto e fumo.

Mi racconta che faceva il lavapiatti, ma è stato licenziato. Meglio così mi dice, il lavoro non gli piaceva.

E io penso che non so se scendere o aspettare che scenda lui.

Mi chiede il nome e l’età. Mi chiede di rivedermi.

E io lo ringrazio, ma gli dico che non sono interessata.

Mi dice che non sono tutti uguali, che non è giusto. Che ci sono i buoni e i cattivi.  Perchè?

E io penso che mi sta dando della razzista. Ma più che altro che contrariarlo prolungherebbe la conversazione e, conseguentemente, la mia sofferenza.

Mi chiede il numero. Alla fine mi obbliga a prendere il suo. Lo vuole scrivere sul mio cellulare e si assicura che lo salvi.

E io penso che voglio solo andare a casa.

Lui scende alla sua fermata e finalmente rilasso i muscoli del collo.

E io penso: altro che razzista! Moham, parliamoci chiaro, se eri italiano, al ciao ti mandavo a fanculo.


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Comments

Marilena on 19 February, 2010 at 10:10 PM #

:) grande chia’


stregatta on 20 February, 2010 at 12:40 AM #

Mary, prossima volta:

“Ciao”
“no”
“ma…”
“no”
“scusa ma…”
“NO”

e mi lancio da un finestrino. =P


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