Nella vita bisogna essere determinati.
E’ una cosa che può sembrare scontata, ma che ho riscoperto solo di recente. Ricordo che quando avevo 3 anni era semplice: se volevo una cosa ero sicura di ottenerla. Sapevo che non sarebbe bastato fare i capricci, ma avrei dovuto lavorare per averla. I miei genitori sono sempre stati chiari in questo: la vita non ti regala niente.
Tuttavia ero assolutamente certa di me e del risultato. E alla fine così era, ottenevo la mia piccola conquista.
Inseguire un obiettivo di solito è molto faticoso, la vita ce lo insegna presto. Quello che cambia è che crescendo si perde fiducia: nel destino, in sè stessi, negli altri. Sembra tutto molto più difficile e i sogni più irraggiungibili.
La dolce metà è in settimana bianca, come ogni anno.
Una settimana separati, non è poi questo dramma, nonostante ovviamente mi manchi. Sono contenta che ognuno di noi continui a fare le cose che faceva prima di essere una coppia anche se non sempre comprendono l’altro.
L’unica mia preoccupazione riguarda il fatto che vada troppo veloce o si possa fare male. Per cui prima di partire mi faccio promettere che stia attento e non faccia l’idiota.
L’altro giorno ci sentiamo e gli chiedo come va. Candidamente mi dice che ha fatto il trampolino.
Ci sono pure le prove filmate.
Non vedo l’ora che torni.
Così lo posso strozzare in tutta calma.
Sottovaluto sempre l’utilità di un taccuino a vantaggio del minor peso di una borsa. Così come sopravvaluto sempre la mia memoria a discapito delle mie stupide elucubrazioni.
Così succede che i miei post rimangano sul sedile di un tram o su una panchina in un parco, invece di essere qui.
Pazienza. Sono quasi convinta non sia poi una grande perdita.
Per me gli inizi sono piuttosto problematici. Mi sento circondata di possibilità infinite, propositi nuovi, interessi di ogni tipo, nuove filosofie da abbracciare, nuove amicizie da coltivare, nuove sfide professionali, nuovi esami, mi viene persino voglia di iscrivermi in palestra! Sono in piena “Sindrome Gennaio”, come ogni inizio anno che si rispetti.
E’ che devi maturare la delusione da 31 dicembre per almeno un decennio, prima di capire che tutto quello che ti sembra così fantastico nel primo mese dell’anno è destinato a divenire molto meno entusiasmante ogni giorno che passa verso dicembre.
Ma tu continui a prenderti in giro, imperterrita, dicendoti che questo sarà l’anno buono. Convincendoti che l’abbonamento annuale in palestra è una buona idea e, sotto sotto, sapendo che stai facendo una cazzata, pure grossa. Come il sedere che avrai a fine anno e il buco nel tuo conto in banca, tartassato da un inutile prelievo mensile. Tu e lo sport non siete mai andate d’accordo, perché dovreste cominciare quest’anno?!?
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Una parola così abusata online, ora diventa un film che poi con il web non c’entra proprio nulla.
Ieri sera sono andata a vedere Avatar. Il fatto che il film fosse atteso mi è stato evidente nel momento in cui ho cercato i biglietti. Non è stato facile…
Di recensioni nei prossimi giorni ce ne saranno numerose e sicuramente più esaurienti di questa. Per quanto mi riguarda posso dire che non vederlo in 3D è sicuramente un peccato (in particolare consiglio a tutti il 3d attivo che ho provato per la prima volta e che finalmente non mi ha fatto venire mal di testa e nausea), perché Pandora è un posto graficamente orgasmico in cui davvero vorrete immergervi.
La trama è piacevole e scorre dinamica, anche se tutt’altro che originale. Un mix tra l’Ultimo Samurai, Balla coi lupi e GIJoe. Da questo punto di vista nulla di nuovo.
Nuovo è invece l’intrattenimento visivo e il ritorno in auge così prepotente del 3D: dal film horror da drive in ad Avatar la tecnologia ne ha fatta di strada e sicuramente si guadagna questo giustificato ritorno di fiamma tra gli spettatori.
Forse vi è capitato di vedere uno dei nuovi spot meetic, noto network di dating online.
La scena è più o meno questa: una serie di appuntamenti al buio,con una nota al margine che, nonostante le apparenze, vi informa di un lieto fine.
Ora, capite facilmente che si tratta di una pubblicità da pochi semplici indizi:
1) il lieto fine difficilmente e, nonostante fantastiche premesse, si realizza. “Quella gran culo di Cenerentola” aveva l’esclusiva. Davvero.
2) lui
-com’è: carino e galante, con un certo savoir faire.
-come dovrebbe essere: un nerd sociopatico, che ha come maggiori argomenti di discussione Star Wars e WoW. Potenzialmente di circonferenza vita pari o maggiore all’altezza. Un look che più che casual è un random tra l’armadio e la cesta dei panni sporchi. Alternativamente, nella migliore delle ipotesi, si presenta un Tony Manero dei poveri, con tanto di occhiale specchiato da sera. Uno che del tombeur de femmes, ha solo la fama, tra l’altro da lui perpretata in forum frequentato da soli uomini con nick femminili.
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Sì lo so, c’ho tante cose da scrivere signora mia. E’ il tempo che manca.
Anno nuovo, storia vecchia.
Ci stiamo lavorando.
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